Val d'Elsa

Colle di Val d'Elsa

Colle di Val d'Elsa 1849
Il vetturino che da Poggibonsi trasporta Garibaldi e il capitan Leggero si ferma a Colle di Val d’Elsa per attaccare una cavalla di miglior lena (si chiamava la Chioccia) per affrontare i saliscendi della strada volterrana presso il mare. La sosta avviene presso la Locanda di Moneta, gestita da Luigi Papini, oggi in Via Mazzini n. 19. I due strani viaggiatori vengono attorniati da un capannello di gente sospettosa che si rivolge loro con atteggiamenti provocatori. Partenza verso Pomarance e, dopo varie peripezie, arrivo a Follonica e quindi imbarco verso la Liguria.

Colle di Val d'Elsa 1867
Mentre Garibaldi era in sosta a Rapolano, una delegazione proveniente da Colle di Val d’Elsa gli aveva notificato la solenne deliberazione del Municipio valdelsano con cui lo si pregava di visitare la città. Accettato l’invito, si reca a Colle il 18 agosto. L’accoglienza, questa volta, è decisamente calorosa e fa scrivere a Garibaldi, nelle sue memorie, che Colle di Val d’Elsa è “oggi paese patriottico ed avanzato”. Viene ricevuto dalla Società Democratica (di cui, fin dall’aprile, gli era stata offerta la presidenza) che lo ospita nella propria sede in piazza Sant’Agostino n. 65 (oggi vi campeggiano un’iscrizione e un busto eretto in occasione del centenario della nascita).

Poggibonsi

Poggibonsi, 1849; 1867
L'ascesa garibaldina verso Venezia termina a San Marino: sciolto il piccolo esercito, ripiega insieme al fedele capitan Leggero fino in Toscana: il 20 agosto 1849, provenienti da Prato, i due sostano a Poggibonsi e si rifocillano in casa di Giuseppa Bonfanti, coraggiosa donna poggibonsese.

Al suo ritorno nel 1867, ospite presso Giovanni Padovani, Garibaldi si recò a salutare la Bonfanti e si affacciò alle Stanze democratiche ricordando alla folla il suo avventuroso passaggio del 1849, rammentando la "piaga" all'epoca ancora da chiudere: Roma.